|
Il costo standard è un costo teorico, assunto come riferimento di costo in contabilità industriale, che è una particolare espressione della contabilità analitica orientata al supporto delle decisioni manageriali. Esso è sempre riferito ad una specifica realtà aziendale, con determinate caratteristiche funzionali, per un periodo di tempo stabilito. Il costo standard, in sede previsionale (en:Forecast), è frutto di una stima verificabile solo a posteriori e/o è determinato sulla base di congetture assunte a priori. In sede consuntiva invece c'è il costo effettivo, che è il costo analitico esatto e che puo' cambiare per molteplici motivi durante la produzione. Dal confronto (differenza) fra costo standard e costo effettivo possono emergere scostamenti più o meno significativi, che vanno sottoposti ad analisi (c.d. analisi degli scostamenti) Il software deve consentire di configurare il costo dei prodotti in varie modalità (costo industriale, direct cost, full cost, ecc..). I valori di costo riguardanti i materiali derivano dall’elaborazione delle distinte basi combinate con i costi di acquisto dei materiali. I valori di costo riguardanti le lavorazioni interne derivano dall’elaborazione delle distinte cicli combinate con le tariffe di costo dei centri fornite dalla contabilità direzionale. I valori di costo riguardanti i costi indiretti possono essere attribuiti con differenti modalità e metodologie quali, ad esempio, l’activity based costing.
Activity Based Costing (ABC) Portare la ditta ad auto-analizzarsi, ponendosi domande sulla propria produttività: quali attività coinvolgono ogni dipendente, quanto costano in termini di tempo, denaro e risorse umane, quali sono produttive e quali no, quali sono necessarie anche se non direttamente produttive e quali siano una semplice perdita di tempo. L'ABC porta anzitutto a controllare i costi, per arrivare a gestirli in modo dinamico e finalizzato a seguire razionalmente l'andamento del mercato e del valore che il mercato attribuisce al prodotto o servizio che si desidera vendere. Per fare un esempio estremamente scarno, possiamo dire che è più produttivo, per un'azienda, avere un sistema integrato dei dati di uso aziendale, che possa essere usato da più unità di produzione e in cui queste possano immettere dati in modo sinergico, anziché averne due separati che non comunicano tra loro. Queste possono contenere informazioni ridondanti e spesso costringono le unità a passarsi dati l'una con l'altra in modo improprio, inoltre è difficile effettuare schedulazioni di lavorazione, in mancanza di un sistema dati integrato. Scoprire che questo semplice "fatto" è una criticità, che genera sovrapposizione di lavoro e dunque spreco di risorse temporali e umane, è molto più produttivo che non investire denaro per comprare computer nuovi di zecca che non possono comunicare con un sistema integrato, pensando che i ritardi di processo siano dovuti ad una generica scarsa informatizzazione dell'azienda. L'analisi risulta molto importante per determinare i costi "sotterranei" determinati da un processo. In altre parole risponde alle fin troppo consuete domande: "ma dove li abbiamo fatti sparire tutti questi soldi?", "quanto tempo hai detto che ci abbiamo messo?" o "ma serve davvero tutto questo personale per fare questa attività?". Il pregio dell'ABC è che è adattabile e scalabile sia per grandi organizzazioni quanto per le piccole e che obbliga le parti a fare analisi realistiche sulla propria produttività e professionalità, riducendo il rischio di tagli di budget irrazionali a risorse preziose o, al contrario, di investimenti ingiustificati in settori a scarso potenziale di crescita. Implica, non ultimo, la necessità di organizzare il flusso produttivo meglio per ridurre gli sprechi e finalizzare la professionalità delle risorse aziendali, siano umane o materiali. Le schede di costo dei “PRODOTTI” vengono elaborate in relazione all’andamento dei costi aziendali e sono permanentemente archiviate nella base dati con riferimento al periodo di competenza (anno-mese). Sulla base dei costi attribuiti a ciascun prodotto è possibile elaborare i prezzi di vendita in relazione a differenti contesti (mercati, canali, zone, ecc..). E’ possibile inoltre effettuare varie simulazioni : ad esempio si possono analizzare gli ipotetici margini netti derivanti dall’applicazione di prezzi imposti, oppure determinare differenti prezzi in relazione a differenti margini.
Calcolo del costo Industriale: ovvero determinare il prezzo di vendita Il costo industriale indica le risorse che vengono destinate alla realizzazione di un prodotto con l'esclusione, quindi, dei costi "generali", quali, ad esempio, di amministrazione, assicurativi, di marketing, etc. e viene utilizzato come punto di riferimento per la determinazione del prezzo di vendita di un prodotto. Il prezzo finale, quindi, risulta necessariamente superiore al costo industriale unitario in quanto è necessario "coprire" ancora i "costi generali" dell'attività d'impresa. Possiamo pensare al costo industriale come somma di due tipologie di costo: - i costi direttamente imputabili al prodotto, ad esempio la materia prima e gli imballaggi, la cui somma è definita tecnicamente "costo primo"
- i costi legati alla produzione che, non essendo "direttamente" assegnabili ai singoli prodotti, vengono imputati a questi ultimi attraverso una operazione di riparto che utilizza, di volta in volta, indicatori "oggettivi". Si pensi, ad esempio, al costo di ammortamento di un impianto industriale o al costo dell'energia elettrica necessaria per il suo funzionamento che, normalmente, vengono ripartiti utilizzando le "ore macchina" necessarie per la produzione dei singoli prodotti.
|